non afferrare il moschettone in arrampicata

"L'ESPERTO SCONSIGLIA"

 

Mai afferrare o peggio lanciare al moschettone!

 

Purtroppo la patologia arrampicatoria non è fatta solo di sovraccarichi e infiammazione, molto spesso mi trovo a curare dei traumi, spesso avvenuti nei modi piu inverosimili.

 

Voi penserete che sia naturale poichè l'accelerazione che la gravità ci imprime verso il suolo rende l'arrampicata uno sport potenzialmente pericoloso.

Infatti è prorpio su questo potenzialmente che si gioca tutta la questione. Avendo visto molti incidenti causati non dal caso imponderabile ma da abitudini o atteggiamenti errati ho iniziato a notare che spesso (alcuni più spesso di altri) quando arrampichiamo non pensiamo che alcuni particolari possono avere conseguenze, le ragioni sono diverse: un po perchè qualcuno si ostina a dire che l'arrampicaa è uno sport sicuro, un po perchè ci vuole immaginazione per immaginare quanto si può essere sfortunati.

 

Così un pò per ridere un pò per piangere, un po per evitare che ricapiti ho messo assieme un questo piccolo racconto dell'orrore, spero di non ferire la sensibilità di nessuno. Nel caso la ferissi spero di evitargli che gli capiti qualcosa del genere.

 

In una calda giornata estiva alla falesia dei bagni di bormio un allegro climber tedesco, dopo essersi cosparso di crema solare, stava lavorando con i rinvii già negli spit, una via unta da se medesimo. Dopo qualche metro si trovò nella spiacevole, ma non inconsueta situazione di non riuscire a chiudere una sequenza di movimenti per passare la corda nel rinvio seguente. Mentre faceva resting pensando a metode alternative per gli ultimi movimenti, che come spesso accade con certe chiodature sono i più ostici, ebbe un'illuminazione concependo una metode di dubbia eticità, ma di sicura efficacia! "Alzo bene i piedi su quei due appoggi buoni tengo l' unica presa buona e invece che usare quelle tacchette che non riesco a tenere lancio al rinvio agguantandolo. Quello lo tengo di sicuro!". Una paio di tentativi per calcolare il movimento e trovare il coraggio, ed eccolo sparare

un lancio precisissimo con cui agguanta il rinvio!

 

Purtroppo come si evince dalla figura la ciambella non è uscita col buco, in compenso il buco si è fatto da qualche altra parte.. ma vediamo come mi ha ricostruito i fatti. Intelligentemente la sua intenzione era di agguantare e tenere la fettuccia del rinvio, ma un po' per la difficolta di una presa non proprio comune in arrampicata, un po' per l'eccessiva ghisa accumulata nella giornata e un po' per il sudore e magari la crema solare è accaduto l'imponderabile... La fettuccia è scivolata dalla presa e si è ritrovato in mano il rinvio la cui leva per la presa si è aperta. L'uncino così formatosi a causa del peso del climber è penetrato nella carne, lacerandola nella conseguente caduta.

 

Lo sfortunato climber è stato quindi costretto a non chiudere il tiro, ma a recarsi al pronto soccorso per farsi suturare.

 

 

Qual'è la morale della storia? Non tirarsi mai sui rinvii e ovviamente non lanciarci mai, tranne in caso di vita o di morte.

 

Nda: le storie sono romanzate ma l'essenziale è tutto vero.

 

Dottor Kelios Bonetti, Medico Chirurgo Specialista in Ortopedia e Traumatologia, esperto in patologia arrampicatoria.

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